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Spero che ormai, siamo all’epilogo di questo pessimo periodo politico lungo quindici anni, in cui, abbiamo visto il nostro paese retrocedere in ogni campo, mentre dai media di regime viene pubblicizzato l’esatto contrario invocando come slogan “il governo del fare”. Il figlio di dio, che si è fatto premier, ha  promesso miracoli strabilianti pubblicizzati in ogni dove dai suoi media e dai media statali, posto sotto il suo rigorosissimo controllo, i rifiuti di Napoli, che dovevano scomparire in pochissimi giorni e che ancora sono in mezzo alle strade cittadine, gli sbarchi degli immigrati, che il ministro del razzismo e della conservazione della razza padana, sbandierava come terminati e che oggi a Lampedusa costituiscono un emergenza umanitaria, la crisi economica che era alle spalle, e che invece è ancora ben presente e che la viviamo quotidianamente quando sentiamo di aziende che fallisco o chiudono e licenziano persone che prese dalla disperazione si suicidano. Ed in mezzo a tutto ciò abbiamo un governo ed una opposizione che parlano lo stesso linguaggio in merito al falso referendum fiat, non una parola o una difesa degna di tale nome da parte del pd in difesa dei lavoratori.
Al premier bisogna dargli atto di essere talmente impegnato nel fare, gli affari suoi, che si è suicidato nell’attimo in cui ha concepito lo stato come di sua proprietà, ed infischiandosene delle più elementari regole della buona educazione e civiltà, ha pensato bene di dichiararsi al di sopra della legge ed invocando una legge in grado di lasciarlo governare. Ebbene, costui, prima di candidarsi,  conosceva benissimo la sua situazione legale, anzi illegale, quindi ebbene affermare che tutte le sue leggi ad personam vanno solo ha renderlo al di sopra della legge  e gli evitano la galera. Non cadiamo nell’errore di credere che il suo rinvio a giudizio con rito immediato, sia un sovvertimento del voto popolare, perchè di fatto non lo è, in quanto costui ha abusato della sua carica pubblica per proteggere una delle tante escort che gravitano nella sua villa di Arcore. Se costui, ricoprendo la carica di Presidente del Consiglio, non si attiene a delle regole comportamentali tali da non buttare discredito alle istituzioni ed allo stesso stato che deve rappresentare, allora ebbene che si dimetta, e si faccia interrogare dalla magistratura, che lui teme, perchè non ha mai perso occasione di attaccare e di fermare senza riuscirvi. In oltre lui è ben conscio di quanto marcio c’è nella sua attività e di come i magistrati siano informati.
Riflettiamo comunque su un dato di fatto tutti i regimi  dittatoriali hanno avuto un grande consenso popolare, quindi quanto sentite i difensori del premier invocare questo punto riflettiamoci.
Ed intanto costui continua con tutti i mezzi ha sfuggire alla giustizia, pur affermando il contrario…..i suoi onorevoli avvocati stanno già ri-studiando il processo breve e stanno nuovamente ritornando alla carica con la nuova legge bavaglio che limita l’uso delle intercettazioni, uno strumento fondamentale per le indagini voluto dal giudice Giovanni Falcone, il quale giace sotto terra e non esercita la carica di Presidente del Consiglio per sfuggire alla giustizia.
Marcello Lopez
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